Archive for January, 2007

Dopo l’SDforum SIG

Sono di ritorno da una chiacchierata di tre ore con Giovanni e Peter Rip Peter Rip di Crosslink Capital sulle nostre visioni incrociate di Semantic Web nel futuro del Web alla luce di quello che sta succedendo nella Bay Area (che comprendendo centinaia di aziende tra cui Google, Yahoo, EBay, Oracle, etc., e’ un pensiero di riferimento).
La chiacchierata si e’ svolta nel posto in cui succedono le cose piu’ rilevanti della Silicon Valley (presentazione in anteprima della prima idea di Google, tanto per fare un esempio): Buck’s a Woodside, il bar piu’ originale della Bay Area, un posto veramente “americano”, anzi un posto veramente “Silicon Valley”. Buck's a WoodsideAppese ai muri, anziche’ l’indicazione di che scrittore o poeta o pittore sedeva a quel tavolo, come nei bar di Parigi, chi ha inventato qualcosa a quel tavolo. A fianco del tavolo dove sedevamo c’era incorniciata una scatola di Windows 1.0 ancora nel cellophane, che diceva la didascalia era stata recuperata dal cestino della spazzatura di Raymond Drawry che ci ha lavorato dal 1983 al 1985!
Tanto per capire di che posto si tratta.
Peter e’ della opinione che il del Semantic Web e’ una delle tecnologie su cui investire e che, anche se siamo all’inizio, si deve cominciare a pensare a qualche killer application perche’ ci sono i presupposti giusti per fare questo passo.
Ovviamente e’ il pensiero di un Venture Capitalist della Silicon Valley, quindi moolto avanti di mentalita’, ma c’e’ da ben sperare.

Questo incontro fa da seguito all’incontro dello Special Interest Group di SDforum di ieri sera, che ha portato in una aula/teatro di una High Scool di Mountain View un centinaio di persone a parlare informalmente di Semantic Web. Emerging Tech Panel at SDForum on Semantic Web applications and technologies
Ambiente entusiasmante, con gente di Google, Oracle, Ibm, Yahoo e molti ideatori o architetti o responsabili di applicazioni eccezionali come ad esempio l’ideatore di AppExchange di SalesForce.
La curiosita’ e’ massima e chi si occupa gia’ di Semantic Web - e ce ne sono parecchi - tentava di eliminare la visione naif degli altri, che vedono nella Semantica un intermedio tra la aspirazione a classificare tutta la conoscenza del mondo, ovviamente ridicolo, e un ritorno ai tempi dell’intelligenza artificiale, assurdo.
Il tutto in un ambiente in cui ognuno si sentiva libero di fare domande anche da principiante senza avaere paura di essere preso per scemo o ridicolo, e gli altri si davano positivamente da fare per spigargli le cose, senza fare i professori, anche se lo erano.
Il tutto per 15 dollari (o gratis per gli iscritti all’SDforum) piu’ 3 per una fetta di pizza e Coca a volonta’.
E sottolineo dalle 7 alle 10 di sera piu’ le chiacchere successive.
Che mondo!
Dell’aspetto piu’ professionale di questo evento parlero’ sul Blog di Gruppoimola.

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Appena arrivato a Stanford

Eccoci a Stanford per la prima tappa USA, dedicata a SensibleLogicGiovanni a Palo Alto.
Mi ha raggiunto Giovanni Tummarello che, complice un pranzo di cucina indiana, ha ritardato la preparazione dello speech di stasera.
Il mio viaggio prevede la conferenza di Software Development Forum (SDForum) dal titolo Shrinking the Meaningless Web: Semantic Technologies for 2007

Abbiamo chiacchierato del futuro di DBin e di quanto il Semantic Web stia per trovare le strade della fama: c’e’ un grande fermento e la conferenza di stasera raccoglie imprenditori della Silicon Valley che sono interessati all’argomento per investire risorse tecniche o economiche.

Tra gli altri panelist Nova Spivack di Radar Networks, Peter Rip, General Partner di Crosslink Capital, Alain Rappaport, CEO of Medstory, e Ramana Rao, fondatore e CTO di Inxight Software.

La serata sembra interessante e qui c’e’ molta curiosita’ sul Semantic Web, che arriva anche sulla parte Business del New York Times.

Teniamo alti i colori italiani.

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